Archivio Marzo 2008
Diario di una comparsa dal set di Monica...
di cineguido
10/03/2008 - 13:42

Finalmente, direte voi, una testimonianza non sottomessa all'icona bellucciana, ma curiosa e partecipe: nel senso che il mio caro amico G. con Monica ci ha lavorato, a stretto contatto, per un'intera giornata. Inoltre lui è uno che sa scrivere. Quindi, se sarete buoni e dimostrerete un po' d'entusiasmo, ci sarà una "seconda parte a breve ma non subito, per necessità di suspense..."
Scenario: Torino, primi di marzo, la Galleria d'arte per cui lavora il personaggio di Monica, è la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (cfr. immagine qui sopra)
Personaggi: Monica, Pierfrancesco detto "Picchio" che interpreta il suo amante nonché farmacista, la regista Mariasoleil Tognazzi, un tenore di tutto rispetto.
Diario: "L'esperienza ti insegna a constatare la necessità di presentarsi una buona mezz'ora dopo la convocazione, onde evitare eccessive manipolazioni del proprio look e imposizioni varie da taylorismo dei figuranti: bastano 5 minuti per compilare la modulistica, poi tutti fuori a farsi scegliere per il "gruppo saletta" e il "gruppo corridoio". Io sono finito in tutt'e due essendo arrivato fuori tempo. E così neanche tutti 'sti tempi morti. Mi hanno dato un pieghevole da inaugurazione mostra e un bicchiere mezzo vuoto o mezzo p. di un surrogato di sanbitter al cianuro, vista la raccomandazione di non sorseggiarne manco un po'. Così nella prima parte della giornata, la scena di un Favino sempre pronto a piazzare la sua imitazione di Mastroianni, o di Mastroianni che fa il cane, o di Mastroianni che gorgheggia per trovare la giusta voce. Lo chiamano tutti Picchio. Mariasoleil fa la spola tra il monitorino e la macchina da presa ma il vero regista è un altro, un tenore pare, che sistema attori e comparse nella scena e quando dal corridoio si passa alla saletta mi affida un taccuino di un'assistente con una matita a mine che progressivamente spezzo nel fingere mica tanto di riprodurre su carta l'opera davanti alla quale mi piazzano. Belluccia arriva poco prima della pausa pranzo dopo una sessione non stop di gran trucco e stucco in camerino. Fa un giro della mostra abbracciata a Mariasoleil e dice "che bello" "che bei colori" "quello è un po' triste"...tutto qui, poi scompare, senza incrociare il mio sguardo sempre meno avido in considerazione della scarsa procacità. Beh comunque, campi e controcampi, montano nuove luci e controllano l'esposizione, per poi rifilarci i nostri cestini e ci si vede da lì a un'ora. Bellucci fa avanti e indietro per il parchetto Sandretto, gliel'avranno intitolato pure quello, e si ritira con Favino nel camper delle star. Tacco 12, vitino essenziale, fa la ragazzina smandrappata e lo è..."
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